Final Four U17 ASI, il Volley Napoli chiude al secondo posto.
Domenica al PalaTorricelli si è chiusa la stagione del gruppo U17 ASI del Consorzio Volley Napoli, protagonista delle Final Four disputate in casa e concluse con un secondo posto che lascia emozioni contrastanti, ma anche una forte consapevolezza del percorso fatto.
Ospitare una finale davanti al proprio settore giovanile, alle famiglie e agli amici ha dato all’evento un valore speciale. Non solo una giornata di sport, ma anche un’occasione per rafforzare il senso di appartenenza e trasmettere alle più giovani un messaggio chiaro: lavorare ogni giorno può portare a vivere partite importanti, in palcoscenici importanti.
«Organizzare una finale in casa è un’opportunità straordinaria — racconta Alessandro Maione, direttore tecnico e primo allenatore del gruppo — perché permette a tutto il settore giovanile di vivere queste emozioni da vicino. È qualcosa che spinge i più giovani a pensare: un giorno vorrei giocarla anche io una gara del genere».
Il percorso delle ragazze si è fermato in finale contro Amatori Padula, al termine di una gara in cui il Volley Napoli non è riuscito a esprimere pienamente tutto il proprio potenziale. Resta però il valore di un cammino importante, arrivato dopo una stagione intensa e ricca di impegni.
«A caldo le emozioni sono contrastanti — prosegue Maione —. Da un lato c’è la consapevolezza che la strada intrapresa sia quella giusta, dall’altro resta l’amarezza per non esserci giocati appieno le nostre carte. Dopo l’obiettivo raggiunto nel campionato FIPAV, avevamo spostato l’asticella puntando al primo posto nel torneo ASI. Il secondo posto resta comunque un ottimo risultato e ci darà la spinta giusta per fare ancora meglio».
Dal punto di vista tecnico e tattico, la squadra ha mostrato una crescita evidente durante l’anno. Il livello di gioco è aumentato, così come la capacità di stare dentro partite di alto profilo. Nella finale, però, alcuni dettagli hanno fatto la differenza, soprattutto nella gestione emotiva, nella battuta e nell’approccio iniziale alla gara.
«Stiamo raggiungendo un buon livello tecnico e tattico, ma dobbiamo migliorare la battuta e l’approccio mentale. In una gara secca, quando il divario tecnico non è così marcato, la gestione emotiva diventa decisiva».
Il bilancio della stagione resta positivo soprattutto per ciò che il gruppo ha costruito nel lungo periodo. L’obiettivo principale non era soltanto competere nei campionati giovanili, ma preparare le atlete al salto nei gruppi senior. Un traguardo già raggiunto, con gran parte della squadra che durante l’anno ha trovato spazio tra Serie C e Prima Divisione.
«La crescita è stata notevole. Il nostro vero obiettivo era preparare le ragazze per il salto in prima squadra il prima possibile, e quest’anno ci siamo riusciti. Una delle evoluzioni più importanti è arrivata in ricezione, che storicamente era il fondamentale in cui eravamo più carenti: oggi abbiamo raggiunto un livello sufficiente, anche se c’è ancora tanto da lavorare».
La stagione, però, non è ancora del tutto conclusa. Il gruppo continuerà il proprio percorso con la tappa finale del campionato Under 18 di beach volley del 6 giugno, il torneo nazionale di Cascia a metà giugno e un camp di specializzazione prima della pausa estiva.
Guardando avanti, la linea tecnica del Consorzio resta chiara: ogni atleta sarà valutata nel proprio percorso individuale, con l’obiettivo di farla competere al massimo livello possibile, senza vincolarla necessariamente al gruppo di partenza.
Se dovesse scegliere una parola per descrivere le sue ragazze, Maione non ha dubbi: instancabili. Per la capacità di non arrendersi mai, di sostenere una stagione piena e di continuare a lavorare con entusiasmo.
E proprio l’entusiasmo sarà il punto da cui ripartire, insieme a una maggiore cattiveria agonistica: «Dobbiamo mantenere lo stesso entusiasmo respirato in ogni allenamento, ma imparare a essere più cattive in campo. A volte ci manca ancora un po’ di sana cazzimma».
La chiusura è un messaggio rivolto a tutto l’ambiente: atlete, staff, famiglie e società.
«La parola chiave per fare ogni passo in avanti è insieme. Il percorso deve essere condiviso da tutti: dalle atlete, che sono il centro del progetto, fino ai genitori, alla società e allo staff».
Un secondo posto che lascia rammarico, ma anche una certezza: il percorso continua, e il futuro di questo gruppo è ancora tutto da costruire.




